COS'É

Il centro multi-professionale RISORSA UOMO è da 16 anni l’alleato contro le difficoltà di genitori e figli, aiutandoli a riconoscerle e ad affrontarle.
In un ambiente luminoso, gioioso e giocoso, il nostro staff di professionisti si prenderà cura delle tue difficoltà e ti darà i giusti strumenti per imparare a gestirle.
Tuo figlio ha difficoltà a scuola nella lettura, nella scrittura, nel calcolo, nella memorizzazione o nel metodo di studio? Le affronteremo attraverso percorsi individualizzati o in piccolo gruppo, utilizzando tecniche di rinforzo positivo per potenziare l’area cognitiva debole.
La difficoltà è emotiva o relazionale (nascita di un fratellino, lutti, separazioni, difficoltà nella relazione con i pari)? Gestiremo questa situazione attraverso giochi di ruolo che lasceranno esprimere le emozioni di tuo figlio e, in un secondo momento, daremo linee di lettura ai genitori sulle dinamiche che il figlio sta vivendo.
La difficoltà di tuo figlio riguarda il linguaggio? Parla poco, solo la mamma e il papà lo capiscono bene, fatica a esprimersi, la frase è breve e semplice, utilizza ancora molto i gesti invece che il linguaggio verbale? Non aspettare che diventi per lui frustrante non farsi capire dai suoi coetanei: ti mostreremo come sollecitarlo a casa, come aiutarlo a scuola e come fornirgli i giusti strumenti per parlare meglio.
Se il dentista, l’ortodonzista o il pediatra hanno osservato in tuo figlio la presenza di una deglutizione atipica o infantile, ti proporremo una valutazione mio-funzionale per osservare se c’è la necessità di intraprendere un percorso per impostare la corretta deglutizione e permettere quindi l’efficacia degli apparecchi ortodontici, altrimenti inefficienti.
Possibilità di servizio domiciliare o trattamento logopedico a scuola.
Chiamaci e fissa un PRIMO INCONTRO INFORMATIVO GRATUITO, nel quale potrai valutare personalmente quanto sia importante per noi lavorare con genitori, bambini e ragazzi in un ambiente accogliente e professionale che vi permetta di affidarci le vostre difficoltà, con la certezza che troveremo insieme la corretta modalità di gestirle e renderle nuove risorse.
RISORSA UOMO È L'UNICO CENTRO IN CONVENZIONE CON POLO APPRENDIMENTO IN
EMILIA ROMAGNA.
Questo vi garantisce una qualità di servizio determinata da Formazione Continua e supervisione da parte di Direttori Scientifici quali Prof. Elisabetta Genovese e Prof. Daniela Lucangeli.
Cliccando sul link sottostante potete trovare l'elenco completo dei Centri Convenzionati Polo Apprendimento in Italia.

DI COSA CI OCCUPIAMO

Il Centro Risorsa Uomo si avvale di figure professionali esperte che operano nei seguenti ambiti:
Logopedia
  • Chi è il Logopedista
  • Valutazione e trattamento
  • Disturbi di linguaggio e di comunicazione
  • Difficoltà o Disturbi Specifici dell’Apprendimento
  • Terapia mio-funzionale (deglutizione atipica)
  • Disturbi della fluenza: balbuzie
  • Disturbi della voce (disfonia)
  • Terapia tubarica
  • Afasia, disfagia, disartria
  • Sordità infantile e ipoacusie
Psicologia
  • Sostegno psicologico individuale
  • Sostegno psicologico di coppia
  • Sostegno psicologico familiare
  • Difficoltà a scuola nell’apprendimento
  • Psicologia giuridica
Didattica applicata: compiti (2017/2018)
AIUTO COMPITI durante l’anno scolastico
Risorsa uomo propone, da settembre a giugno, un aiuto individualizzato nell’esecuzione dei compiti scolastici, nello studio e nella preparazione di verifiche e interrogazioni, con lo scopo di migliorare le competenze del curricolo scolastico.
Il progetto è rivolto a tutti gli studenti della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado.
Chiama per avere un colloquio informativo gratuito per scegliere il percorso migliore per tuo figlio.

LOGOPEDIA

Il Logopedista è il professionista che esercita nei confronti di bambini, adulti e anziani attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e alle procedure di valutazione funzionale delle patologie del Linguaggio e della Comunicazione.
Risorsa Uomo, nello specifico, offre:
  • Valutazione e trattamento ritardi e disturbi del linguaggio
  • Trattamento disturbi della comunicazione (Disturbi pervasivi dello sviluppo)
  • Potenziamento difficoltà o disturbi dell’apprendimento
  • Rieducazione nei disturbi della voce (disfonie)
  • Terapia mio-funzionale per disturbi nella deglutizione
  • Rieducazione sordità infantile
  • Rieducazione tubarica
  • Trattamento disfluenze/balbuzie
  • Disturbi del linguaggio, della comunicazione e della parola in età adulta: disartria, afasia
Possibilità di servizio domiciliare.
Responsabile Logopedista: dott.ssa Molteni Marcella, Laureata in Logopedia, laurea sanitaria di “Medicina e chirurgia” presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Chi è il logopedista

Il DM 14 Settembre 1994, n. 742 G.U. 9 Gennaio, n. 6, ne definisce ambiti e competenze professionali:
Art.1 Il logopedista è l’Operatore Sanitario che svolge la propria attività nella PREVENZIONE e TRATTAMENTO RIABILITATIVO delle patologie della voce, del linguaggio orale e scritto e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica.
Art.2 L’attività del logopedista è volta all’educazione e rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi.
Il logopedista si occupa di:
  • valutazione
  • trattamento e potenziamento logopedico individuale o in piccolo gruppo
  • monitoraggio attraverso controlli periodici e/o colloqui con i genitori
  • attività di counseling a insegnanti, scuole e servizi educativi
  • collaborazione con altre figure professionali (otorino, dentista, psicologo…)

Valutazione e trattamento

La VALUTAZIONE si articola in tre diversi momenti:.
1. Colloquio informativo gratuito tra logopedista e genitori/paziente in cui vengono raccolti i dati rilevanti, definite le difficoltà riportate dalla famiglia e viene accolta la richiesta di consulenza.
2. Valutazione: il logopedista, attraverso protocolli standardizzati, raccoglie informazioni quantitative e qualitative sul funzionamento delle aree di fragilità e di potenzialità della persona al fine di creare un programma di rieducazione e potenziamento con specifici obiettivi e modalità d’intervento. La valutazione è quasi sempre ad ampio spettro e necessita dell’interazione di più figure professionali per meglio identificare il quadro clinico..
3. Colloquio di restituzione con la famiglia o paziente: il logopedista consegna una relazione scritta della valutazione in cui vengono riportati i risultati delle prove e fornite indicazioni e consigli sull’approccio rieducativo/riabilitativo.
Nel TRATTAMENTO vengono stimolate le aree di fragilità attraverso un POTENZIAMENTO specifico, che ha a che fare con lo sviluppo tipico e consiste nell’insieme degli interventi volti a favorire e promuovere l’acquisizione ed il normale sviluppo di una funzione non ancora comparsa al meglio. Verrà dunque predisposto un intervento in grado di favorire il normale sviluppo di una funzione che sta emergendo, farla utilizzare al meglio delle potenzialità individuali, offrendo situazioni di apprendimento con elementi di novità e complessità maggiore.
RICHIEDI UN COLLOQUIO GRATUITO!
Potrai consultare l’esperto che risponderà ai tuoi dubbi e ti mostrerà, se necessario, il percorso di valutazione più indicato per il tuo bambino.

Disturbi di linguaggio e di comunicazione

I disturbi di linguaggio rappresentano i disturbi più frequenti tra i 2 e i 6 anni. Si tratta di situazioni cliniche molto eterogenee, in cui le difficoltà linguistiche possono manifestarsi isolatamente oppure in associazione con altre condizioni patologiche come deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi e relazionali.
SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
Lo sviluppo del linguaggio è caratterizzato da una grande variabilità interindividuale. Ci sono alcune tappe che rappresentano degli step importanti da tenere monitorati nella crescita:
*Intorno ai 24 mesi il bambino possiede già un vocabolario di circa 50 – 100 parole e inizia a formare le prime frasi (combinazioni di due parole, spesso associate a un gesto).
*Intorno ai 30 mesi di età avviene la vera esplosione del linguaggio, in particolare del vocabolario: il numero di parole prodotte dal bambino aumenta in breve tempo e il bambino inizia a produrre frasi di tre o più parole.
VALUTAZIONE
Già dai due anni di età si può richiedere un’osservazione/valutazione al logopedista che potrà consigliare, attraverso un counseling ai genitori (parent training), modalità ludiche di sollecitazione del linguaggio idonee al bambino, e tenere monitorati i progressi comunicativi. L’età di tre anni costituisce invece una sorta di spartiacque tra i bambini cosiddetti “parlatori tardivi” e i bambini con un probabile disturbo del linguaggio. Sarà necessario effettuare una valutazione logopedica completa che consideri gli aspetti produttivi e recettivi del linguaggio.
I DSL (disturbi specifici del linguaggio) possono assumere differenti espressioni, in relazione alle caratteristiche del disturbo. Riprendendo la classificazione dell’ICD-10 (International Classification of Diseases – redatta dall’OMS) le principali manifestazioni possono essere:
  • Disturbo dello speech (articolazione ed eloquio)
  • Disturbo del linguaggio espressivo
  • Disturbo della comprensione del linguaggio

Difficoltà o Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico:
Art. 1. Riconoscimento e definizione di dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.
La presente legge riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbo specifici di apprendimento, denominati “DSA”, che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.
Attualmente sappiamo che i DSA presentano un’origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, e sono modificabili attraverso interventi mirati.
I soggetti con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) presentano un pregresso disturbo di linguaggio nel 30-40 %. Appare evidente la necessità di una diagnosi ed un intervento precoce di questi disturbi che può prevenire o almeno ridurre la probabilità di difficoltà scolastiche.
Si tratta di disturbi che interessano l’apprendimento di una particolare abilità scolastica in modo significativo ma circoscritto, infatti il funzionamento intellettivo generale del bambino è adeguato.
I disturbi specifici di apprendimento sono: dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia.
La dislessia è un disturbo specifico della lettura che si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità. Come conseguenza si possono osservare problemi di comprensione nella lettura, e un ridotto esercizio può impedire un corretto accrescimento del vocabolario.
La disortografia è un disturbo specifico della scrittura in cui non vengono rispettate le regole di trasformazione dal linguaggio parlato al linguaggio scritto. Si presenta con errori sistematici (fonologici o ortografici).
La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura nella riproduzione dei segni alfabetici e numerici. Può essere legata ad un quadro di disprassia.
La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo.
Il disturbo misto è un disturbo specifico dell’apprendimento che interessa, in parte o completamente, tutte le capacità scolastiche.
VALUTAZIONE e TRATTAMENTO
Il nostro intervento mette in primo piano il bambino, l’adolescente, la famiglia e la scuola; attraverso un’analisi qualitativa e quantitativa dell’errore riusciamo a individuare la specifica abilità di funzione che lo studente non riesce ad utilizzare al meglio e attraverso un percorso di potenziamento cognitivo riusciamo a riattivarla.
Attraverso un primo incontro di analisi del profilo riusciamo a dirvi se vostro figlio sta attraversando una difficoltà scolastica momentanea legata a fattori esterni oppure se è necessario un approfondimento diagnostico completo per meglio evidenziare dove cognitivamente la performance cade. Attraverso un’analisi qualitativa riusciamo ad aiutare i vostri figli ad acquisire le competenze scolastiche che gli permetteranno di avere una carriera scolastica adeguata.

Terapia mio-funzionale (deglutizione atipica)

La deglutizione scorretta (o atipica) si verifica quando nella deglutizione avvengono dei movimenti della lingua non funzionali che possono provocare importanti modifiche ai denti e all’intera struttura facciale.
Intervenire precocemente (dai 6 anni di età) è importante perché permette di prevenire problemi odontoiatrici o difetti di pronuncia.
La VALUTAZIONE consiste in un esame clinico di osservazione statica extra-orale e intra-orale e da un’osservazione dinamica dell’atto deglutitorio.
Il TRATTAMENTO consiste in esercizi progressivi di rafforzamento della muscolatura oro-facciale al fine di ripristinare l’equilibrio necessario per una corretta ed efficace deglutizione.
TAPING NEUROMUSCOLARE APPLICATO ALLA TERAPIA MIOFUNZIONALE DELLA DEGLUTIZIONE ATIPICA
Il Taping Neuromuscolare è una tecnica non invasiva molto valida come supporto alla terapia miofunzionale della deglutizione atipica. Il Tape è un nastro adesivo, elastico solo in lunghezza, resistente all’acqua e privo di farmaci. Si applica alla cute e favorisce un aumento della vascolarizzazione e del drenaggio linfatico. Di conseguenza si ottiene un incremento della propriocezione. Ha un’applicazione di tipo decompressivo sulla cute intorno al muscolo orbicolare.
Tape deglu

Disturbi della fluenza: balbuzie

Secondo la definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la balbuzie è un disordine del ritmo e della fluidità della parola nel quale il soggetto sa con precisione quello che vuole dire ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo con la stessa naturalezza.
La balbuzie vera e propria va distinta dalle normali disfluenze che il bambino può manifestare nel corso del suo sviluppo linguistico. Nonostante più dell’80% delle disfluenze vanno incontro a risoluzione spontanea, è comunque importante non sottovalutare la sintomatologia e sottoporre il bambino ad una valutazione di screening.
Nella VALUTAZIONE è necessario effettuare un’approfondita anamnesi con la famiglia e sottoporre il bambino a:
  • un’analisi dell’attitudine comunicativa
  • un’analisi qualitativa e quantitativa dell’eloquio attraverso un approfondimento testistico per verificare se sono presenti e in quale frequenza le seguenti caratteristiche:
  • ripetizione di parole e sillabe
  • prolungamenti di suoni
  • blocchi
  • sintomi secondari (ammiccamento, movimenti accessori del capo, tensioni muscolari…)
A seconda dei dati ottenuti si stenderà un profilo di rischio di cronicità del disturbo e verrà stilato un programma specifico.
La difficoltà del flusso dell’eloquio può interferire con i risultati scolastici o lavorativi e con la comunicazione sociale per cui è fondamentale l’intervento precoce.
Il TRATTAMENTO si differenzia a seconda dell’età e della situazione individuale.
In età prescolare si cercherà di coinvolgere i genitori per agire sulla modalità comunicativa della relazione ludica genitore-figlio al fine di favorire il modellamento dell’eloquio del bambino. Se il caso lo richiede, si potrà anche decidere di intervenire direttamente con un programma specifico.
In età scolare verrà stabilito un percorso diretto guidando il bambino ad accrescere l’autoconsapevolezza e l’autocontrollo della propria fluenza, fornendo tecniche adattate e migliorando l’attitudine comunicativa.
In età adolescenziale e adulta verrà promosso un programma specifico con l’insegnamento di tecniche per la modificazione delle disfluenze ponendo particolare attenzione all’attitudine comunicativa.
Le logopediste del centro Risorsa Uomo si occupano di balbuzie avendo approfondito attraverso formazioni specifiche i metodi Lidcombe Program e Micheal Palin Center.

Disturbi della voce (disfonia)

La disfonia è una qualsiasi alterazione qualitativa o quantitativa della voce dovuta a cause organiche o disfunzionali. Si differenziano infatti:
disfonie organiche: causate da malformazioni congenite, malattie endocrine o metaboliche, infiammazioni, disturbi neurologici (Parkinson), disturbi ormonali (ipo- e iper-tiroidismo,…), malattia da reflusso gastroesofageo, tumori che coinvolgono gli organi deputati all’emissione della voce, cioè polmoni, bocca, laringe, faringe, fosse nasali.
disfonie non organiche o disfunzionali: caratterizzate da un eccesso o un difetto della funzione fonatoria, spesso dovuto a un sovraccarico vocale. In alcuni casi si ha uno sforzo vocale dovuto ad una contrazione esagerata di parte o di tutta la muscolatura fonica, in altri casi si ha indebolimento vocale per diminuzione del tono muscolare. Si parla in questi casi di malmenage o surmenage.
Ci sono alcuni lavori considerati a rischio per uso intenso e costante della voce nella quotidianità (insegnanti, rappresentanti, manager, avvocati, commercianti…). Queste persone possono avere abitudini scorrette di utilizzo della voce (tecnica respiratoria non adeguata, utilizzo non corretto del mantice polmonare, comportamenti pneumo-fonatori inadeguati con successivo instaurarsi di compensi fonatori) che potrebbero portare a un’iper-contrazione della muscolatura laringea, che può condurre a flogosi cronica e allo sviluppo di lesioni come noduli fonatori o polipi laringei.
La VALUTAZIONE logopedica necessita di un approfondimento strumentale eseguito dal foniatra al fine di verificare se il disturbo vocale è dovuto alla presenza di una patologia organica o se ha origine da un atteggiamento disfunzionale.
La valutazione logopedica prevede:
  • un’approfondita raccolta anamnestica
  • un’osservazione della modalità di respirazione
  • un’autovalutazione dell’attitudine vocale
  • un’analisi obiettiva della qualitativa della voce.
Il TRATTAMENTO logopedico è la principale indicazione per le disfonie disfunzionali (malmenage e surmenage). E’ invece precedente, concomitante o secondaria a trattamenti chirurgici nelle forme organiche. Nella rieducazione vengono fornite norme di igiene vocale e indicazioni specifiche al fine di rendere migliore l’utilizzo della voce in coordinazione pneumo-fonica nei diversi ambienti di vita.
TAPING NEUROMUSCOLARE APPLICATO ALLA TERAPIA DELLA DISFONIA
Il Taping Neuromuscolare è una tecnica non invasiva molto valida come supporto alla terapia della disfonia. Il Tape è un nastro adesivo, elastico solo in lunghezza, resistente all’acqua e privo di farmaci. Si applica alla cute e favorisce un aumento della vascolarizzazione e del drenaggio linfatico. Di conseguenza si ottiene un incremento della propriocezione. Ha un’applicazione di tipo decompressivo sulla cute della regione anteriore del collo.
Tape disfonia

Terapia tubarica

La terapia tubarica è un trattamento funzionale che si effettua per ridurre il catarro tubarico, causa nel bambino di perdite uditive di tipo trasmissivo. Attraverso semplici manovre ed esercizi di rinforzo della muscolatura si migliora e ripristina la giusta funzionalità tubarica.
Le cause del malfunzionamento della Tuba di Eustachio sono:
  • otiti
  • catarro
  • adenoidi
Le conseguenze del malfunzionamento sono:
  • perdita uditiva trasmissiva
  • ritardi o alterazioni nei processi di acquisizione del linguaggio e degli apprendimenti
  • perforazioni timpaniche
VALUTAZIONE
La valutazione viene effettuata da un’equipe di medici (otorinolaringoiatri e audiologi) e consiste in:
  • valutazione obiettiva del naso e dell’orecchio (anche mediante esami endoscopici)
  • accurata diagnostica strumentale audiologica (esame audiometrico ed impedenziometria)
  • test allergologici (solo se sospetto di rinite allergica)
TRATTAMENTO
La Rieducazione Tubarica si basa sull’allenamento e la stimolazione dei muscoli che attivano le Tube di Eustachio per facilitare il drenaggio del muco e consiste in:
  • corretta igiene nasale, coordinazione respiratoria
  • ripristino della funzionalità della tuba con esercizi che sfruttano i processi fisiologici di apertura/chiusura della tuba stessa (deglutizione, sbadiglio, eruttazione, tosse, starnuto, fonazione…).
Gli esercizi consistono in una vera e propria ginnastica dei muscoli faringei e della lingua ed è adatta a bambini anche molto piccoli. Le sedute sono guidate dal logopedista, ma gli esercizi devono essere ripresi a casa.
La Rieducazione Tubarica permette di recuperare appieno la funzionalità della tuba e dare un buon grado di protezione dalle otiti. Permette anche di diminuire l’assunzione di antibiotici ed elimina così un fattore di rischio per il disturbo di linguaggio.

Afasia, disfagia, disartria

L’AFASIA è un disturbo centrale del linguaggio ad esordio improvviso, caratterizzato da lesioni in aree dell’emisfero sinistro coinvolte nel processo del linguaggio. Esistono molti tipi di afasie, a seconda di quali siano le funzioni conservate e quali no. Le afasie più frequenti sono: Afasia di Broca, Afasia di Wernicke e Afasia globale.
E’ fondamentale che ogni soggetto afasico abbia la possibilità di effettuare terapia logopedica, cercando di recuperare parte delle abilità perse e di trovare strategie che gli consentano di comunicare efficacemente con l’interlocutore, nonostante la presenza di un deficit.
La VALUTAZIONE del paziente afasico viene svolta attraverso la somministrazione di test che vanno a rilevare le specifiche lacune nei processi linguistici a seguito del danno cerebrale.
Nel TRATTAMENTO sarà fondamentale partire dai risultati della valutazione per impostare un percorso di potenziamento delle capacità residue e di recupero delle abilità perse o parzialmente ridotte.
La DISFAGIA è un disturbo della deglutizione caratterizzato dalla difficoltà nel passaggio di alimenti solidi e/o liquidi dalla cavità orale allo stomaco e che rende quindi problematico, o addirittura impossibile, attuare un’alimentazione orale autonoma e sicura.
La VALUTAZIONE clinica effettuata dalla logopedista riguarda le modalità alimentari e deglutitorie delle diverse consistenze ed è sempre accompagnata dalla valutazione strumentale dell’otorinolaringoiatra.
Il TRATTAMENTO si pianifica in base alla causa, ai sintomi e alle caratteristiche della disfagia e prevedrà posture facilitanti, metodiche di compenso e precauzioni comportamentali per rendere la deglutizione più efficace, più facile e più sicura attraverso l’assunzione di cibi e liquidi di consistenza modificata.
La DISARTRIA è un disturbo del linguaggio di tipo motorio che consiste nella difficoltà nell’effettuare i movimenti necessari per l’articolazione della parola dovuto ad un danno cerebrale. La gravità del disturbo dipende dall’area danneggiata del sistema nervoso e colpisce tutti gli aspetti della funzione fonatoria, articolatoria, di emissione vocale e dell’attività respiratoria.
Nella VALUTAZIONE il logopedista sottopone il paziente a protocolli testistici per evidenziare le cadute nelle diverse funzioni fono-articolatorie.
Il logopedista deve controllare i movimenti di lingua, labbra, muscoli del viso, così come la respirazione, fondamentale per il linguaggio e la qualità della voce.
Il TRATTAMENTO dipende dalla gravità, dalla causa e dal tipo di sintomi. Gli obiettivi del trattamento riguardano il miglioramento della respirazione, il rafforzamento dei muscoli coinvolti nell’articolazione, il counseling ai familiari sulle strategie per migliorare la comunicazione. In casi molto gravi si valuterà la necessità specifica di utilizzare mezzi di comunicazione alternativi (gesti, tavole comunicative alfabetiche, computer).
Possibilità di servizio domiciliare

PSICOLOGIA

La PSICOLOGIA è la scienza che studia il comportamento umano e che cerca di comprendere ed interpretare i processi mentali, affettivi, relazionali e cognitivi che lo determinano con lo scopo di promuovere il miglioramento della qualità della vita.
Tra gli oggetti di studio e di approfondimento della psicologia si possono citare la memoria, l’intelligenza, l’apprendimento, la comunicazione, le emozioni, l’affettività, la motivazione, la frustrazione, l’aggressività, il conflitto, la personalità, le relazioni, le forme organizzative ed i gruppi.
La psicologia è un sapere che, data la complessità dell’essere umano, si fonda sui risultati della ricerca scientifica.
Le competenze e gli strumenti offerti dalla psicologia trovano applicazione in tutti i contesti della vita quotidiana nei quali ci si occupa del benessere psicologico dell’individuo, del gruppo, della comunità.

Sostegno psicologico individuale

Possono essere diverse le situazioni di vita, le difficoltà, i disturbi in grado di motivare la richiesta di una consulenza psicologica. Solitamente è nei momenti di crisi che si è più disposti a cogliere l’opportunità per un cambiamento. In alcuni casi la richiesta di sostegno psicologico è motivata da un problema che limita la persona nelle sue possibilità di scelta, altre volte, è legata allo sviluppo e alla crescita personale, o ancora è dovuta a situazioni che irrompono all’improvviso e minacciano gli equilibri psicologici di chi le subisce.
Il sostegno psicologico individuale si rivolge a coloro che vivono situazioni di disagio (ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenza da alcol, disturbi del comportamento alimentare, lutti, separazioni, difficoltà relazionali) e che devono affrontare una sofferenza psicologica la cui fonte viene identificata in contesti e relazioni esterne (il lavoro, la famiglia, gli amici) che incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico.
Attraverso il colloquio terapeutico è possibile analizzare la situazione che la persona si trova ad affrontare, definire gli obiettivi perseguibili e progettare l’intervento più appropriato attraverso un lavoro mirato a raggiungere un cambiamento che si concretizza in uno stato maggiore di benessere personale, che determina l’acquisizione e attivazione di risorse e talenti che sono l’energia per il nostro benessere.
Il sostegno psicologico costituisce un supporto fondamentale nelle situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita ed è inoltre un utile strumento di cura in condizioni di carenza affettiva e relazionale, in quanto consente lo strutturarsi di nuove modalità relazionali.
Ciò che si raggiunge al termine di un percorso terapeutico, è la capacità di riflettere su se stessi, che porta ogni paziente a porsi nuove domande, nuovi dubbi, raggiungendo un diverso livello di consapevolezza di sè, relazionale, legato all’acquisizione di nuove capacità di collegare e dare senso agli eventi.
Gli incontri offrono, quindi, un’occasione per iniziare a prendersi cura di sé, per sciogliere i nodi che imbrigliano le proprie potenzialità ed il proprio benessere per favorire il recupero delle risorse personali. L’intervento mira a promuovere lo sviluppo, l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali, facilitare le capacità decisionali della persona per sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio modo di affrontare problematiche di carattere professionale e/o personale.

Sostegno psicologico di coppia

Il sostegno psicologico e psicoterapeutico alla coppia è un intervento finalizzato ad aiutare i coniugi/conviventi in difficoltà a superare momenti critici che incontrano nel loro cammino. Gli ostacoli che la coppia si trova a dover affrontare possono essere di diverso tipo a seconda della fase del ciclo vitale della famiglia (conflitti e incomprensioni durante la neo convivenza, coppia senza figli, nascita del primo figlio, compiti educativi verso i figli, crescita e distacco dai figli, pensionamento, lutto, problemi economici).
L’ascolto e l’attenzione alle dinamiche della coppia permette di affrontare i conflitti nella ricerca di nuovi equilibri. Durante gli incontri si pone al centro dell’attenzione la relazione attraverso cui le persone esprimono la propria individualità; vengono analizzate le problematiche e costruiti obiettivi comuni per promuovere il benessere nella relazione con l’altro. Ci si orienta a favorire nuove modalità di ascolto reciproco e di espressione dei bisogni individuali. L’intervento ha come obiettivo, la risoluzione del conflitto, il ripristino del dialogo e il benessere di ogni membro. Se non si gestisce la relazione con l’altro, in modo da valorizzarne l’esperienza dello stare insieme e se non si vigila sulle direzioni che può prendere il legame, le conseguenze maggiormente prevedibili sono l’incomprensione, la frustrazione o il rancore. Questo percorso mira a favorire, tra i partners, la possibilità di trovare nuove e più funzionali modalità di ascolto reciproco e di espressione dei bisogni personali.

Sostegno psicologico familiare

Ogni famiglia è caratterizzata da una storia, da valori, da uno stile di vita; nel tempo, le esigenze di ciascun membro del nucleo cambiano, e così anche le regole, i ruoli e le funzioni all’interno della famiglia mutano naturalmente per adattarsi a nuove necessità. Durante il proprio percorso evolutivo, le famiglie incontrano sfide difficili e, spesso, sono necessari notevoli sforzi e molta flessibilità per fronteggiarne i problemi. Come l’individuo, anche i nuclei familiari sono realtà complesse che attraversano fasi critiche (matrimonio, nascita dei figli, l’ingresso alla scuola, morte dei nonni, pensionamento, la nascita di nipoti) che mettono in discussione i precedenti equilibri e impongono nuovi aggiustamenti. I momenti di passaggio nell’organizzazione familiare espongono i membri, sia a livello individuale sia come componenti di una realtà più estesa, a tensioni e ad un confronto con stati emotivi spesso intensi.
I cambiamenti talvolta generano problemi e questi risultano fonte di disagio e portatori di un malessere familiare. I conflitti che nascono nel sistema-famiglia creano una tensione emotiva che può essere vissuta in modo drammatico dai diversi componenti.
La famiglia è un contesto ottimale per la soluzione di una grande varietà di problemi personali: la disponibilità del sistema familiare, o di una parte di esso, a mettersi in gioco in un percorso di sostegno, è una risorsa estremamente preziosa per chi soffre. Affrontare in tempo i segnali di malessere può diminuire notevolmente il carico di tensione presente nella famiglia e prevenire ulteriori disagi ad esso correlati.
Questo percorso di ricerca e cambiamento, oltre a permettere l’espressione delle proprie esigenze personali, abbassa i livelli di tensione e conflitto e contribuisce alla rinegoziazione di regole più funzionali al momento di vita o alla fase di transizione che la famiglia sta passando.

Difficoltà a scuola nell’Apprendimento

La scuola rappresenta un ambiente di importanza essenziale per il bambino e per l'adolescente, riveste un ruolo fondamentale nella formazione della loro personalità. Ecco perché uno studente, che presenta difficoltà scolastiche, va sempre aiutato a comprendere l'origine o la ragione delle proprie difficoltà, va aiutato a trovare il giusto metodo per il superamento della propria situazione di disagio.
Cosa sono le difficoltà di apprendimento?
Le difficoltà di apprendimento rientrano in una categoria del tutto eterogenea, che include:
  • Il disturbo "a-specifico" dell’apprendimento: si possono rispecchiare nei bambini cosiddetti “lenti” i quali, pur faticando a tenere il passo dei compagni, non presentano disturbi specifici o gravissime lacune che siano chiaramente identificabili. In questi casi vi sono molti fattori che possono coesistere anche in presenza di buone potenzialità intellettive, come il contesto in cui lo studente vive, la qualità o diversità dell’istruzione scolastica, le caratteristiche della personalità, dello stile di vita e la motivazione dello studente, l'ansia, l'autostima, i disagi familiari.
  • I disturbi "specifici" di apprendimento: termine di carattere generale che si riferisce a un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con difficoltà nell’acquisizione e uso di abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, intelligenza numerica, problem solving, comprensione del testo.
I principali disturbi dell’apprendimento vengono così definiti:
  • DISLESSIA: disturbo specifico dell’apprendimento che interessa la lettura
  • DISORTOGRAFIA: disturbo specifico dell’apprendimento che interessa solo gli errori ortografici nella scrittura
  • DISCALCULIA: disturbo specifico dell’apprendimento che interessa le abilità aritmetiche e di problem solving
  • DISGRAFIA: disturbo specifico dell’apprendimento che interessa la scrittura nel parametro della grafia
  • MISTO: disturbo specifico dell’apprendimento che interessa, in parte o completamente, tutte le capacità scolastiche
RAGAZZI IN DIFFICOLTÀ A SCUOLA: COSA FARE?
Il nostro intervento mette in primo piano il bambino, l'adolescente, la famiglia e la scuola; attraverso un’analisi qualitativa e quantitativa dell’errore riusciamo a individuare la specifica abilità di funzione che lo studente non riesce ad utilizzare al meglio e attraverso un percorso di potenziamento cognitivo riusciamo a riattivarla.
Attraverso un primo incontro di analisi del profilo riusciamo a dirvi se vostro figlio sta attraversando una difficoltà scolastica momentanea legata a fattori esterni oppure se è necessario un approfondimento diagnostico completo per meglio evidenziare dove cognitivamente la performance cade. Attraverso un’analisi qualitativa riusciamo ad aiutare i vostri figli ad acquisire le competenze scolastiche che gli permetteranno di avere una carriera scolastica adeguata.

Psicologia giuridica

La Psicologia Giuridica si occupa dello studio e dell’osservazione di dinamiche, comportamenti e fenomenologia di persone o gruppi coinvolti in provvedimenti e situazioni in ambito giuridico, sia civile che penale.
Consulenza Tecnica di Parte nei casi di separazione o divorzio dei coniugi
In quei casi nei quali la separazione o il divorzio appare conflittuale, i contrasti tra le parti risultano non superabili in sede giudiziaria, la complessità delle dinamiche familiari e la tutela dei minori necessitano di approfondimenti il giudice nomina un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) per effettuare i lavori peritali. Le parti, in accordo col proprio legale, possono nominare un proprio Consulente Tecnico di Parte (CTP). (Art. 225 c.p.p.).
Valutazione del danno psichico
“Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno” (art.2043 del Codice Civile)
Il cosiddetto “danno psichico” (o “danno biologico di natura psichica”) costituisce un danno di natura non patrimoniale risarcibile che deriva dal trauma costituito da un fatto illecito di cui  la persona (o un suo congiunto) è stata vittima.
La lesione psichica non è apprezzabile materialmente e deve essere riscontrata e valutata nei suoi aspetti qualitativi e quantitativi da un esperto in materia (psicologo o medico psichiatra) nominato dal Giudice (CTU) al quale le parti possono affiancare esperti di propria fiducia (CTP).
Alcuni esempi di danni psichici:
  • danno da maltrattamenti, consistente nella lesione dell’integrità psicofisica subita dalla vittima di maltrattamenti in famiglia (ad opera di soggetti psicologicamente dominanti come i genitori, il coniuge o anche il figlio)
  • danno da stalking, consistente nella lesione dell’integrità psicofisica subita dalla vittima di stalking
  • danno da mobbing, consistente nella lesione all’integrità psicofisica (disturbo dell’adattamento, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore) cagionata da atti illeciti subiti allo scopo di isolare e allontanare un lavoratore
  • danno alla vita sessuale consistente nella compromissione della vita sessuale a seguito di violenza sessuale o di interventi medici male eseguiti, in relazione ai quali il Giudice decreti la colpa medica
Il ruolo dello psicologo CTP, cioè del consulente tecnico di parte, è molto importante nelle cause di separazione coniugale, nelle quali il Giudice deve prendere una decisione in merito all’affidamento congiunto o esclusivo dei figli minorenni e alle sue modalità.